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Danilo
Torino, giovedì 16 marzo 2006

Può bastare dire che quando arriva lei non senti più quanto fa freddo, che la sua grinta (lei che è uno scricciolo) fa sembrare piccolo il palco dove premiano i vincitori delle medaglie olimpiche, che le sue note fanno sbiadire un parco luci da grande evento?
No, non può bastare. Perché bisogna essere lì, ascoltarla, stupirsi una volta di più di quello che riesce a fare e non mi riferisco solo al suo talento, ma alla capacità di coinvolgere chiunque, anche un pubblico (quello seduto, quello dei cosiddetti vip, tra i quali eravamo appostati Robertona ed io per fare il nostro dovere di G-gangsters!) che tradizionalmente non si lascia andare e che invece poco ci mancava che si mettesse a ballare!
E ora un po’ di cronaca: il concerto era previsto per le 21, ma una buona mezz’ora se ne va per dare un giusto riconoscimento a due sportivi delle Paralimpiadi dei quali purtroppo non ricordo il nome. Alle 21 e 30 il palco gira di 180° e.. invece di trovarci già schierata la band (sarebbe stato un bel colpo d’occhio e un inizio col botto, cavolo!), vediamo solo gli strumenti e le sedie. Ancora qualche minuto e.. arriva un inserviente che distribuisce strategicamente asciugamanini (co ‘sto freddo era meglio qualche sciarpetta...). Cinque, sei minuti e.. eccoli che arrivano! La band al completo (con Tommy Barbarella) saggiamente provvista di cappottini, piumini e montoncini (le ragazze) e zucchetto di lana (Tommy). Ma allora ci siamo!
E sì che ci siamo! Eccola la ma-donnina!!! Ben coperta a strati ocra, bordeaux e nero, ma soprattutto avvolta in una sconcertante pelliccia tigrata che G si affretta subito a spiegare (“Si vede che è finta?.. Si vede, vero?.. È un peluchone, mica è vera!”) e giù risate e applausi.
E poi si parte ed è come andare in volo tra le stelle o sulla luna (che c’era, piccola, piccola, ma piena! La potete vedere nella penultima foto, appena fuori dal palco). La scaletta è quasi per intero quella del Tour con una “Viaggio della Mente” incommentabile per quanto è stata bella e lei che per più di un’ora e mezza è stata strepitosa: una voce che esplode e sussurra, un talento che crea e stravolge, un’energia che sa trasformarsi in tenerezza e in gioia. Insomma lei, G! Ma chi non c’era vorrà sapere qualcosa di più, va bene, ci provo.
“E poi”? Sembra non finire più, potrebbe fare mezzo concerto solo con questo pezzo e staresti lì a sentire che cosa ti racconta.
“Vivi davvero”? I mosci (così li punzecchia G all’inizio) della parte seduta si muovono e tengono il ritmo battendo le mani! Ho vissuto 8 anni a Torino e, credetemi, è un mezzo miracolo! Ovviamente io la coreografia la faccio e Robert(on)a pure, anche se con un braccio solo per ragioni “tecniche”...
Scusate se non aggiungo altro come commento musicale, ma continuo a pensare che le parole in certi casi possono molto poco.
Saluto con affetto i compagni di avventura e li ricordo (non tutti, porcaccia la miseria, sarà l’età?..) in ordine di incontro: Alessandro, Leano, Pöldi, Robert(on)a, Deanna, Viviana e Nicla.
Un’ultima cosa: abbiamo fatto un gran parlare di premi e onoreficenze varie, io dico solo che giovedì sera G ha cantato nel posto giusto, nel posto dove ti danno la medaglia d’oro perché hai vinto le olimpiadi.


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