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Gero
Varese, martedì 15 novembre 2005

Come ogni opera d’arte che si rispetti è necessario trepidare per vederla.
E’ così che è iniziato il tardo pomeriggio del 15 novembre, quando verso le ore 17.15 sono arrivato al PalaIgnis (ora PalaWirpool); con tanta trepidazione.
Tanti sentimenti tutti bellissimi, ansia per essere referente della mitica G-Gang, felicità per essere di nuovo qui a sentire e vedere “LA VOCE” della canzone italiana, un po’ di malinconia perché ci doveva essere Claudione come 2 anni fa (buona guarigione ed arrivederci al Filaforum).
Approposito di G-Gang ho conosciuto un simpaticissimo ed ironico al punto giusto Sergio di Novara ed il suo amico Alessio, meno ironico ma ugualmente simpatico, oltre a ritrovare Zaira che avevo già incontrato ad Asti quest’estate e Fabio che è venuto a trovarmi (arrivederci a Milano).
L’attesa è stata piacevole passata con Sergio e gli altri a chiacchierare di musica in generale, ed è stata allietata dalla conoscenza della carinissima Roberta Granà che è arrivata assieme ai soliti esplosivi Sonni T e Michael Baker.
Ore 19.45 si entra e siamo subito appoggiati alle transenne ad ammirare il palco stile unplugged di Milano, luogo dove prenderà forma l’opera d’arte di questa sera. Altra sorpresa prima dell’inizio della serata, grazie a Silvia e Paola che conoscevano il quartetto d’archi, ho avuto il piacere di salutare anche loro, veramente persone OK. Ma le sorprese non finiscono qui, ad un certo momento i fotografi accreditati per il concerto ci hanno chiesto di stendere lo striscione, che avevamo appoggiato sulla transenna per poi alzarlo al momento giusto, per fargli una foto che poi il giorno dopo ho ritrovato nell’articolo che la Prealpina, quotidiano locale, ha pubblicato a commento della serata.
Tutto era pronto per iniziare e come d’incanto quasi con una puntualità svizzera, alle 9.05 ecco apparire prima i musicisti e la corista, che possiamo paragonare ai vari ferri del mestiere che un artista che si rispetti porta sempre con se, e poi lei la protagonista di una vera opera d’arte.
Nel suo vestito lungo formato da geometrie di vari colori ha iniziato il concerto eseguendo le canzoni con molta voglia di trasmettere qualcosa sempre, al di là dei pochi commenti e battute della serata. Voleva fare quello che meglio sa fare, cantare, e come tutti i veri artisti ogni volta che si accingono a fare un’opera d’arte, questa riesce diversa da quella della sera prima o di quella che farà il giorno dopo. Quella sera Lei era li per quel pubblico, con quello stato d’animo e con tutto quello che la circondava, tutto ha fatto sì che quella sera è stata e rimarrà unica. La serata e passata via veloce e dopo ogni canzone l’opera d’arte prendeva forma, ma sono rimaste ancora qualche soddisfazioni personali da raccontare. Prima di tutto alla fine dell’esecuzione dell”eternità abbiamo alzato lo striscione dove c’era scritto “CI MERITIAMO L’ETERNITA’”, ed infine dopo la stupenda esecuzione di “Gocce di memoria” gli ho lanciato la maglietta che avevo dipinto con la scritta VARESE e le firme della G-GANG presenti dietro, e con la scritta “UNPLUGGED ..anche nella musica ci sono le opere d’arte” davanti. La soddisfazione e che dopo averla raccolta l’ha fatta vedere al pubblico ringraziandomi…un momento difficile da dimenticare.
Oramai l’opera d’arte era terminata ma mancava la firma dell’artista, ed ecco che con una magnifica interpretazione di “Marzo” ci ha lasciati regalandoci quella sera una sensazione singolare ed irripetibile per ogni spettatore che ha assistito alla creazione di un’opera d’arte unica, perché come scrivevo sulla maglietta “…anche nella musica ci sono le opere d’arte…” e noi abbiamo la fortuna di vederle nascere dalla “VOCE” della canzone italiana.
Spero di non essere stato “palloso” ma sono state le mie sensazioni. Arrivederci a Milano.


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