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Laura
Brescia, venerdì 18 novembre 2005

Alle 19:00 indosso la maglietta bianca con la scritta “Unplugged” tanto per farmi riconoscere, metto in borsa le ultime cose, una lettera che avevo scritto velocemente e alle 19:30 parto con mia mamma. Alle 20:00 arriviamo a Brescia ed entrata nel palazzotto vado a vedere dov’è la mia poltrona… indietrissimo!!! Sconsolata me ne vado a fare un giro davanti al palco, per fare qualche foto alla bellissima scenografia e per godermi un po’ da vicino ciò che poi avrei visto da molto lontano. Noto una ragazza matta quasi quanto me, che fa anche lei foto e che scrive qualcosa su una lettera… poi vedo anche Mha, almeno, credo che fosse lei… non ne sono sicura… poco dopo vado al mio posto e faccio la conoscenza con una coppia, lui simpatico, lei fan di Giorgia, bene… non sarò sola. Il concerto inizia alle 21:20 circa… e mi comporto anche bene, composta, canto in falsetto… e mi stupisco anche di non veder scendere dai miei occhi nessuna lacrima… la seconda canzone è “Girasole” e lì… sono crollata… ho accennato “e come un girasole giro intorno a te…” per poi piangere come una bambina per l’emozione e la felicità di essere lì… dopo due anni, ancora per vedere e sentire lei… un insieme di emozioni che non sono riuscita a controllare e che ho sfogato nel pianto per circa tutta la durata della canzone…
Giorgia era in forma smagliante… “Viaggio della mente” è stata magica… non l’avevo mai sentita dal vivo, e Giorgia in certe parti ha superato se stessa e poi con gli archi sotto è uscita una meraviglia… “La Gatta” è stata fenomenale, mi sono dovuta legare alla poltrona per non ballare. L’unica pecca è stato il pubblico, un po’ freddino a dir la verità… nel senso che quando ha cantato “Vivi davvero” io ho cercato di fare il ballettino, ma alla fine nessuno mi seguiva e allora ho lasciato perdere, quelli davanti erano un po’ moscetti, non vedevo nessuno che batteva le mani o che le alzava durante le canzoni romantiche, quelli dietro di me, invece erano abbastanza scatenati… però a “Di sole e d’azzurro”, a “Gocce di memoria” e ad “E poi” le persone si sono lasciate incantare e affascinare dalla carica emotiva di Giorgia, dalla sua voce, dai movimenti delle sue braccia e mani che accarezzavano l’aria… la nostra donnina è stata talmente brava che alla fine gli applausi non finivano mai e noi dietro ci siamo pure alzati… ironica “I heard it trough the grapevine”, che è stata eseguita da Giorgia non solo da Roberta, ma anche da Sandy, che all’inizio (come Giò ci ha raccontato), non voleva cantare, poi molto democraticamente glielo hanno imposto e così si è formato questo mitico terzetto… è stato divertente all’inizio perché le tre si dovevano decidere su cosa cantare e come, e mentre loro tranquillamente discutevano noi eravamo lì ad aspettare e Giorgia ci ha detto “un momento eh?”.
Quando è cominciata “Spirito libero” Giorgia ci ha invitati tutti ad alzarci e a scatenarci, allora alcuni si sono alzati poi ho notato che delle ragazze erano corse verso il palco e che tutti correvano verso il palco, allora anche io sono andata davanti e a forza di superare sono riuscita ad andare proprio un primissima fila! dopo la canzone ha parlato un po’ e poi ha cominciato a dare la mano a un po’ di persone, così, la ragazza che avevo visto all’inizio scrivere qualcosa, le ha dato una lettera, e io ho approfittato dell’occasione per darle la mia, e sgolandomi sono riuscita a chiamarla… delle ragazze le hanno pure chiesto l’asciugamano. Le due ultime canzoni sono state “Tra dire e fare”, dove i nostri sguardi si sono incrociati per pochi secondi e io alla fine le ho mandato un bacio e lei mi ha sorriso… e “Marzo”, che sono riuscita a registrare un pochino con la mia macchina fotografica… poi, dopo l’augurio di rivederci tutti una prossima volta, sperando che non ci sia più la guerra, Giorgia se ne è andata lasciandoci tutti ancora ammutoliti, mentre battiamo le mani…
Che dire… erano due anni che non vedevo Giorgia dal vivo ed è stato emozionante a dir poco, è stato nuovo e strano ritrovarmela ancora a un metro di distanza, mi ero dimenticata di come fosse lei, bella e tenera… mentre cantava, ero completamente immersa nella melodia e nella sua voce… a volte non cantavo neanche perché ero talmente persa in quelle onde sonore che con lo sguardo la osservavo da lontano ed era come essere con lei sul palco… è stato stupendo riascoltare dal vivo, in compagnia con altre persone, certe canzoni che mi ero limitata ad ascoltare e ad immaginare da sola, condividendone le sensazioni. Giorgia è nel mio cuore da 4 anni e la ringrazio per essere ancora qui, con me, ad accompagnare ogni attimo della mia giornata, che sia triste o che sia spensierata… come una presenza che invisibile e impalpabile mi allieta e consola, ricordandomi la dolcezza e la bellezza delle cose, ma anche l’amarezza e la brutalità del mondo che mi circonda, ma con la speranza di continuare ad esserci per provare le cose belle e dolci della vita… Giorgia mi trasmette questo, sicurezza e affetto… un affetto che non so come potrò ricambiare… se non guardarla negli occhi quando sono sotto al palco…
Sono uscita dal palazzotto che canticchiavo “I heard it trough the grapevine” e ce l’ho in mente ancora adesso…
Mi è dispiaciuto non vedere Robertona e Rosangela e non trascorrere il concerto con loro, sono sicura che se fossimo stati tutti assieme avremmo animato quel pubblico un po’ freddino… sarà per la prossima volta…


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