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A due anni da "Mangio troppa cioccolata", Giorgia torna con un disco estremamente vario, leggero, a tratti sorprendente e ricco di momenti di grande bellezza. Ha fatto tutto da sé in questo suo quinto lavoro: sua la produzione, con agli arrangiamenti di Adriano Pennino, sua la maggior parte di testi e musiche.Alex Baroni, Diane Warren e Des'ree gli ospiti che compaiono rispettivamente in "E' la verità", "Parlami d'amore" e "Se ci sei."

Si inizia con "Ho voglia di ricominciare", sorta di ouverture, filo ideale che unisce il vecchio al nuovo album e dichiarazione di intenti: il "rhythm of love" con le sue mille sfumature, infatti, fa da comune denominatore a tutti i successivi 12 brani; si va dalla solarità di "Girasole", al ritmo forsennato di "E' la verità" e "Dimmi che ci tieni"; dalle splendide ballate r'n'b "Tradirefare", "Voglio solo te" e "Solo amore" (forse il momento più alto del cd), al rimpianto per chi ci ha lasciato in "Se ci sei", fino al soul trascinante di "Parlami d'amore" e al drum'n bass di "What is love", per raccontare un amore finito male.


Giorgia canta magnificamente, senza mai esagerare - come qualche volta le è stato rimproverato in passato - mirando dritta al cuore e all'essenza delle canzoni. E se la voce, calda e potente, capace di passare dal sussurro al grido è quella di sempre, è come compositrice di musica e testi che stupisce.In definitiva riesce in quella che da sempre nella musica come nel cinema e nella letteratura è l'impresa più difficile: raccontare l'amore, con semplicità e leggerezza.

Chiude l'album una rilettura in chiave hip hop del capolavoro di Gino Paoli "Il cielo in una stanza", cavallo di battaglia di tutti i grandi interpreti nostrani. Giorgia sceglie di rileggerlo in maniera antitetica rispetto al passato, basando la sua interpretazione sull'assenza più che sulla presenza della voce. Niente enfasi, niente crescendo vertiginosi, ma quasi un rap - o meglio - un parlato musicale che "gira attorno a un solo accordo", con una parte del testo aggiunta rispetto all'originale. Il risultato ha un che di malinconico e intenso, di sinuoso e di bello. Anche se è stato aggiunto all'album solo all'ultimo momento - in origine doveva essere messo in commercio solo come singolo -, suona come l'ideale conclusione di un lavoro che trova nell'incrocio tra tradizione e innovazione, melodia e ritmi urbani, il suo stile.